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Soru, Tronchetti e Gentiloni
La nuova TV vedrà mai la luce?

27/08/2006

Ttonchetti Provera, Gentiloni, Soru. La triade "senza conflitti d'interesse" anti-berlusconiana ha in mano il futuro della televisione e della multimedialità italiana.

Ma non sanno quello che fanno o lo fanno apposta?

Cominciamo la travagliata storia. Nella seconda metà degli anni '90, dopo il fallimento della sperimentazione di una nuova "TV Europea" ad alta definizione (l'HD MAC) che debuttò e morì alle olimpiadi di Barcellona nel 1992, l'Europa si mise a studiare un nuovo standard. Dopo una lunga gestazione venne partorito il sistema digitale DVB (Digital Video Broadcasting).

La commissione europea, intenta a misurare la lunghezza delle banane e il diametro dei piselli, tarda a far entrare il nuovo standard televisivo fra i progetti comunitari. Alla fine ci riesce, ma non senza incidenti e ritardi epocali.

Ecco che arriva il digitale satellitare, subito "acchiappato" da Murdoch e dalla sua Sky. Ma la UE progetta addirittura un piano per la totale conversione della televisione europea al digitale terrestre. La data dello spegnimento delle vecchie trasmissioni analogiche (il cosiddetto switch-offf, spegnimento, appunto) viene stabilito al 20012. Entro tale data tutti gli stati membri dovranno convertire le loro trasmissioni al digitale e spegnere i canali "tradizionali".

Problemi? Non molti. Più che altro di carattere economico ed organizzativo. Si devono rinnovare gli impianti di trasmissione e riassegnare i canali televisivi alle trasmissioni digitali. I benefici? Migliori immagini, assenza di disturbi, suono "da cinema" e servizi aggiuntivi come audio multilingue, sottotitoli, servizi interattivi e compatibilità fra tutti i sistemi europei. Già, perché nessuno ricorda che un tradizionale televisore a colori italiano funziona solo in Italia a meno che non sia già predisposto per "viaggiare" attraverso l'Europa.

I piani sono chiari: la sperimentazione parte entro il 2006, fra il 2010 e il 2012 si completa la transizione al digitale. Entro il 31 dicembre 2012 tutti i canali analogici europei dovranno essere spenti. Il povero Gasparri, oltre a salvare RAI3 e Rete4 da sicura morte,  ha accelerato la "transizione" iniziando a sperimentare il digitale terrestre sin dal  2005. Ha fatto bene, perchè della RAI come guida tecnologica della televisione italiana non c'è proprio da fidarsi. Specialmente considerando che la TSI (Svizzera italiana) da alcuni anni trasmette totalmente in stereofonia o in "doppio canale" (audio originale e doppiato) e che da Luglio (2006) si è totalmente convertita al digitale mentre la RAI stenta a far decollare la stereofonia (democristianamente e comunisticamente viste ancora come "un inaccettabile lusso")

Ma ecco i piani europei di passaggio al digitale terrestre:

Grouppo Stati membri
A (switch-off entro il 2010) AU, DE, ES, FI, IT, MT, SE
B (switch-off entro il 2012) BE, EL, SI, SK, UK, HU

Come vediamo l'Italia fa parte del gruppo A, cioè di quello che dovrebbe spegnere i vecchi ripetitori entro il 2010.

Veniamo all'attualità. Il gentil Gentiloni annuncia tronfio che l'Italia passerà al digitale entro il 2012. Ma se siamo nel gruppo A che deve spegnere entro il 2010?!? Perdinci, gatta ci cova. Due gatte: Soru e Tronchetti-Provera; in due il 98% del mercato internet italiano. Cosa hanno fatto? Hanno convito Gentiloni il buono a rimandare tutto alle calende greche per poter includere la TV via Internet (IPTV) nelle nuove offerte del mercato. Sembra la storia di due squali e un tonnetto. La televisione via internet è stata un mezzo tonfo globale; Microsoft ha tirato i remi in barca, Fastweb pubblicizza solo la navigazione in internet e non più la TV via cavo, la Cina a ha annunciato un proprio standard ancora sulla carta, l'allenaza Sony-Toshiba-JVC-Panasonic prevede un mini-boom per il 2010. E noi ci siamo fermati per le fantasie di Soru e Tronchetti.

Secondo gli analisti internazionali la televisione via internet è solo una contromossa degli operatori di telecomunicazioni per contrastare la crescita digitale delle emittenti. Al momento è un'impresa in perdita. Nonostante ciò (o, forse, a causa di queste notizie) Gentiloni ha deciso di dare una mano ai "compagnucci della parrocchietta". Mentre il canton Ticino è passato in maniera indolore al digitale terrestre e la Val d'Aosta ha sollevato poche obiezioni, la Sardegna di Sua Connettività Soru si è fortemente opposta al passaggio al digitale. Forse Tiscali non aveva cablato ancora bene tutta la regione?..

Il gentil Gentiloni ha aperto un forum "sovietico" sul sito del ministero delle comunicazioni,. Indice di una democrazia "blindata" che consente un solo argomento di discussione "censurato" da un moderatore dagli orari ministeriali; fra le due e le dodici ore fra l'invio di un commento e la sua pubblicazione. Tema: il contratto di servizio con la RAI. o contratto "disservizio"... Nonostante le suppliche dei pochi intervenuti pare che il Gentiloni (legato alla vecchia RAI democristiana) non si sia mosso a pietà. Comportamento tipicamente cattolico di sinistra: "parlate, parlate, poi faccio come voglio io".

Così ci ritroveremo con un "contratto di servizio" che riproporrà l'isola dei famosi e stupidate del genere. Un contrasto stridente fra Piero Angela e Luca Giurato, contatti milionari per Simona Ventura e l'inascoltato Fabio Fazio. Per non parlare delle stravaganze Ghezziane... Ma, forse, quest'ultimo fa parte della "cultura" che in RAI è quasi assente.

Ma quel che è peggio {parole del gentil Gentiloni) che il contratto con la RAI sarà svincolato da un  riassetto del sistema radiotelevisivo. Come se la RAI fosse un regno a sé stante, un enclave anarchica all'interno dello stato.

A quest'accozzaglia di interventi costruttivi e distruttivi si aggiunge il vuoto normativo: nessuno in Europa ha imposto l'introduzione del decoder digitale nei nuovi televisori (videoregistratori ecc.); considerato che un televisore oggi dura una decina d'anni e che la migrazione dovrebbe avvenire entro, al massimo, sei anni, i consumatori si troveranno tutti con apparecchi obsoleti da buttare in pattumiera o da collegare a un decoder separato. Qualcuno ha sentito una sola parola da parte delle associazioni dei consumatori? Sarà la censura...

Ma c'è di più. La televisione tedesca ha trasmesso gli ultimi mondiali tutti in alta definizione (HD), la RAI ha trasmesso le olimpiadi invernali "sperimentalmente" in HD via digitale terrestre solo in 7mila "siti qualificati". Sì. perchè mentre negli USA l'alta definizione è una realtà da almeno cinque anni e il 20% delle famiglie ha un televisore HD, in Europa questa tecnologia è ancora sperimentale. Oltre a una piccola emittente satellitare belga è il solito Murdoch a fare la parte del leone partendo con un canale (sperimentale) sulla sua Sky. Anche la Slovenia ha iniziato le trasmissioni sperimentali in alta definizione. Noi no.  Mentre Gentiloni perde tempo e opportunità.

 

 
     

Questo parablog è povero, anzi: poverissimo: non abbiamo sistemi d'archiviazione e di ricerca. Ci arrangiamo come possiamo.

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