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  Ttonchetti
Provera, Gentiloni, Soru. La triade "senza conflitti
d'interesse" anti-berlusconiana ha in mano il futuro della
televisione e della multimedialità italiana.
Ma non sanno
quello che fanno o lo fanno apposta?
Cominciamo la
travagliata storia. Nella seconda metà degli anni '90, dopo
il fallimento della sperimentazione di una nuova "TV
Europea" ad alta definizione (l'HD MAC) che debuttò e morì
alle olimpiadi di Barcellona nel 1992, l'Europa si mise a
studiare un nuovo standard. Dopo una lunga gestazione venne
partorito il sistema digitale DVB (Digital Video
Broadcasting).
La commissione
europea, intenta a misurare la lunghezza delle banane e
il diametro dei piselli, tarda a far entrare il nuovo
standard televisivo fra i progetti comunitari. Alla fine ci
riesce, ma non senza incidenti e ritardi epocali.
Ecco che arriva
il digitale satellitare, subito "acchiappato" da Murdoch e
dalla sua Sky. Ma la UE progetta addirittura un piano per la
totale conversione della televisione europea al digitale
terrestre. La data dello spegnimento delle vecchie
trasmissioni analogiche (il cosiddetto switch-offf,
spegnimento, appunto) viene stabilito al 20012. Entro tale
data tutti gli stati membri dovranno convertire le loro
trasmissioni al digitale e spegnere i canali "tradizionali".
Problemi? Non
molti. Più che altro di carattere economico ed
organizzativo. Si devono rinnovare gli impianti di
trasmissione e riassegnare i canali televisivi alle
trasmissioni digitali. I benefici? Migliori immagini,
assenza di disturbi, suono "da cinema" e servizi aggiuntivi
come audio multilingue, sottotitoli, servizi interattivi e
compatibilità fra tutti i sistemi europei. Già, perché
nessuno ricorda che un tradizionale televisore a colori
italiano funziona solo in Italia a meno che non sia già
predisposto per "viaggiare" attraverso l'Europa.
I piani sono
chiari: la sperimentazione parte entro il 2006, fra il 2010
e il 2012 si completa la transizione al digitale. Entro il
31 dicembre 2012 tutti i canali analogici europei dovranno
essere spenti. Il povero Gasparri, oltre a salvare RAI3 e
Rete4 da sicura morte, ha accelerato la "transizione"
iniziando a sperimentare il digitale terrestre sin dal
2005. Ha fatto bene, perchè della RAI come guida
tecnologica della televisione italiana non c'è proprio da
fidarsi. Specialmente considerando che la TSI (Svizzera
italiana) da alcuni anni trasmette totalmente in stereofonia
o in "doppio canale" (audio originale e doppiato) e che da Luglio
(2006) si è totalmente convertita al digitale mentre la RAI
stenta a far decollare la stereofonia (democristianamente e
comunisticamente viste ancora come "un inaccettabile lusso")
Ma ecco i piani
europei di passaggio al digitale terrestre:
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Grouppo |
Stati membri |
|
A
(switch-off entro il
2010) |
AU,
DE, ES, FI,
IT,
MT, SE |
|
B
(switch-off entro il
2012) |
BE,
EL, SI, SK,
UK, HU |
|
Come vediamo l'Italia fa parte del gruppo A, cioè di
quello che dovrebbe spegnere i vecchi ripetitori entro il
2010.
Veniamo
all'attualità. Il gentil Gentiloni annuncia tronfio che
l'Italia passerà al digitale entro il 2012. Ma se siamo nel
gruppo A che deve spegnere entro il 2010?!? Perdinci, gatta
ci cova. Due gatte: Soru e Tronchetti-Provera; in due il 98%
del mercato internet italiano. Cosa hanno fatto? Hanno
convito Gentiloni il buono a rimandare tutto alle calende
greche per poter includere la TV via Internet (IPTV) nelle
nuove offerte del mercato. Sembra la storia di due squali e un tonnetto.
La
televisione via internet è stata un mezzo tonfo globale;
Microsoft ha tirato i remi in barca, Fastweb pubblicizza solo
la navigazione in internet e non più la TV via cavo, la Cina
a ha annunciato un proprio standard ancora sulla carta, l'allenaza
Sony-Toshiba-JVC-Panasonic prevede un mini-boom per il 2010.
E noi ci siamo fermati per le fantasie di Soru e Tronchetti.
Secondo gli analisti internazionali la televisione via
internet è solo una contromossa degli operatori di
telecomunicazioni per contrastare la crescita digitale delle
emittenti. Al momento è un'impresa in perdita. Nonostante
ciò (o, forse, a causa di queste notizie) Gentiloni ha
deciso di dare una mano ai "compagnucci della parrocchietta".
Mentre il canton Ticino è passato in maniera indolore al
digitale terrestre e la Val d'Aosta ha sollevato poche
obiezioni, la Sardegna di Sua Connettività Soru si è
fortemente opposta al passaggio al digitale. Forse Tiscali
non aveva cablato ancora bene tutta la regione?..
Il gentil Gentiloni ha aperto un forum "sovietico" sul sito
del ministero delle comunicazioni,. Indice di una democrazia
"blindata" che consente un solo argomento di discussione
"censurato" da un moderatore dagli orari ministeriali; fra
le due e le dodici ore fra l'invio di un commento e la sua
pubblicazione. Tema: il contratto di servizio con la RAI. o
contratto "disservizio"... Nonostante le suppliche dei pochi
intervenuti pare che il Gentiloni (legato alla vecchia RAI
democristiana) non si sia mosso a pietà. Comportamento
tipicamente cattolico di sinistra: "parlate, parlate, poi
faccio come voglio io".
Così ci ritroveremo con un "contratto di servizio" che
riproporrà l'isola dei famosi e stupidate del genere. Un
contrasto stridente fra Piero Angela e Luca Giurato,
contatti milionari per Simona Ventura e l'inascoltato Fabio
Fazio. Per non parlare delle stravaganze Ghezziane... Ma,
forse, quest'ultimo fa parte della "cultura" che in RAI è
quasi assente.
Ma quel che è peggio {parole del gentil Gentiloni) che il
contratto con la RAI sarà svincolato da un riassetto del
sistema radiotelevisivo. Come se la RAI fosse un regno a sé
stante, un enclave anarchica all'interno dello stato.
A quest'accozzaglia di interventi costruttivi e distruttivi
si aggiunge il vuoto normativo: nessuno in Europa ha imposto
l'introduzione del decoder digitale nei nuovi televisori
(videoregistratori ecc.); considerato che un televisore oggi
dura una decina d'anni e che la migrazione dovrebbe avvenire
entro, al massimo, sei anni, i consumatori si troveranno
tutti con apparecchi obsoleti da buttare in pattumiera o da
collegare a un decoder separato.
Qualcuno ha sentito una sola parola da parte delle
associazioni dei consumatori?
Sarà la censura...
Ma c'è di più. La televisione tedesca ha trasmesso gli
ultimi mondiali tutti in alta definizione (HD), la RAI ha
trasmesso le olimpiadi invernali "sperimentalmente" in HD
via digitale terrestre solo in 7mila "siti qualificati". Sì.
perchè mentre negli USA l'alta definizione è una realtà da
almeno cinque anni e il 20% delle famiglie ha un televisore
HD, in Europa questa tecnologia è ancora sperimentale. Oltre
a una piccola emittente satellitare belga è il solito
Murdoch a fare la parte del leone partendo con un canale
(sperimentale) sulla sua Sky. Anche la Slovenia ha iniziato
le trasmissioni sperimentali in alta definizione. Noi no.
Mentre Gentiloni perde tempo e opportunità. |